Io sono… Sono io… Cioè… Siamo noi… E poi… Lei… Capito no? Ok, no. Cominciamo dalla fine: lei. La mia donna con il cuore blues e gli occhi a mandorla, i fianchi sinuosi e 6 corde che “vibrano”… Sono le mie “corde vocali”, quelle con cui parlo al mondo, e mi sento vivo. Niente discorsi difficili, non pretendo tanto, dico la mia, che per me è abbastanza. Per questo ovviamente sono braccato dal “sistema” che combatto con il cuore e che romanticamente vorrei sovvertire. Ma questo ora ci porta fuori tema mentre possiamo parlare del noi, cioè loro. Chi? I miei soli ogni mattina, le mie lune, i miei perché. Ne ho due, una grande ed una piccola, e sono ciò che mi permette di essere abbastanza alegre per suonare nella banda e di pensare a domani e fare un sorriso. Poi… Ci sono io… Io chi? Uno col cappellino che fa il levare e schiaccia il wha-wha, che ama la musica tutta, ma quella della banda la ama di più… E che adora vedere le teste che si muovono e la gente che balla sotto il palco, i sorrisi stampati e gli amici che si divertono. Sì perché lo spirito è questo, non solo mio, ma di tutti. La nostra banda è Alegre, quindi finché ci divertiamo noi sopra e voi sotto il palco tutto fila, abbiamo le botti piene e le mogli ubriache… E qui, una volta, erano tutti campi. Va beh, non so se si è capito molto, ma dovrebbe essere facile… poche cose… che molto difficilmente cambiano… Amo la musica e mi dono a lei in ogni forma, amo le cose semplici, la famiglia, gli amici, la musica “yo yo bro” e Joao Jilberto, la pepata di cozze e l’ossobuco, le sgommate nella neve ed i viaggi a 100 all’ora… Insomma prendi tutto… mischia mischia mischia… Ecco… Mi vedi? Bella ragazzi, ci si vede sotto il palco… Sempre Alegre… Riky
